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Introduzione di Antonio Pagano
Un puzzle da comporre pezzo per pezzo
Un altro libro di marketing sportivo?
Si e no, anzi più no che sì. Questo è un libro, forse il primo, sul marketing del rugby, un marketing “ovale” come mi piace chiamarlo.
Il rugby è uno strano sport, pieno di contraddizioni. Da una parte la strategia con le sue regole rigide e figure ben codificate, dall’altro la tattica e l’operatività con la massima libertà, fantasia, improvvisazione. Difficile inquadrare le azioni di una partita dentro a schemi predefiniti, pur nella ripetizione di moduli precisi. Si può preventivamente stabilire il che cosa, ossia porsi degli obiettivi, che poi si riducono ad uno solo, conquistare la meta.
Ma il come è tutta un’altra storia, il come è lasciato all’iniziativa della squadra, mai del singolo, con un numero di opzioni straordinariamente ampio e diversificato, probabilmente più ampio che in qualsiasi altro sport di squadra. La partita è la somma di queste azioni di tipo e natura differenti, imprevedibili, apparentemente autonome ma in realtà collegate strettamente le une alle altre. Alla fine bisogna prendere atto che il totale è sempre superiore alla somma delle parti, che la squadra è sempre superiore alla somma dei singoli atleti. È questa la caratteristica peculiare del rugby, è questo il bello di uno sport unico al mondo.
È lo stesso atteggiamento in cui mi sono posto anch’io nello scrivere di marketing sportivo sub specie rugbistica: non un manuale, un trattato con passaggi obbligati, rigido nella sua impostazione più o meno scolastica, un’argomentazione con premesse, sviluppo, conclusioni secondo le regole più classiche, ma uno zigzagare nella materia affrontando di volta in volta specifiche problematiche, situazioni, case histories, eventi significativi con un occhio allo sport ed uno al marketing.
Per comporre un insieme sfaccettato, un puzzle in cui tutti gli elementi alla fine vanno al loro posto e formano pezzo per pezzo una tavola completa, più vera ed eloquente di un discorso rigidamente strutturato in partenza. Qui come nel rugby è il punto di arrivo la cosa importante, il risultato finale, non il punto di partenza. Così si può scoprire che anche nel marketing ovale il totale è superiore alla somma delle parti.
Tutto è cominciato da un episodio contingente: la proposta di leggere in chiave di marketing sportivo la magnifica avventura del rugby, fattami dalla più importante rivista di rugby in Italia, cioè “Rugby! Magazine”. Ne è nato un insieme di pezzi, ciascuno a se stante ma collegato agli altri che, visti nel loro complesso, danno un quadro attuale, realistico e stimolante.
Li ho impostati non come articoli giornalistici, legati prevalentemente ai fatti del momento, bensì come piccoli saggi di marketing sportivo su temi specifici. Che magari prendono spunto dall’attualità del caso singolo ma allargano l’orizzonte alla teoria, all’analisi, alla progettualità secondo le più moderne tendenze del marketing, sportivo o non sportivo.
In funzione della loro pubblicazione in una raccolta, ho rivisto i testi, completandoli, aggiornandoli, organizzandoli in capitoli; dopo ogni capitolo ho aggiunto una scheda di sintesi e un glossario che aiuterà il lettore a inquadrare meglio ciò di cui si parla. Qui li ripropongo tutti insieme, da leggere uno dopo l’altro.
Tirando le somme ne esce una visione molto dinamica del marketing ovale, complessa ma coerente, rigorosa ma creativa, così come è lo sport che sta alla base di queste mie riflessioni, in piena sintonia con la mia visione del marketing sportivo, che è marketing elevato all’ennesima potenza. |
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